Storielle da un minuto

Un minuto, una storiella.

Racabò #11

Ogni tanto riprendo in mano il volumetto delle Storielle per i motivi più strani: un amico me ne manda una su facebook, faccio un viaggio in pullmann (e le Storielle, ormai si sa, nascono volentieri guardando fuori dai finestrini dei bus), oppure vedo per strada improvvisamente uno dei miei personaggi (sò veri, sono fra noi).

Stamattina mi sono svegliata con in mente questa storiella qui: ieri sera mi sono scofanata la buonissima caponata di Bagafaga come se non avessi un processo di digestione e il mio stomaco non ha apprezzato il fatto che io desiderassi andare a dormire subito dopo. Ho fatto dei sogni complicati che manco Buñuel.

Te sei vendicato, eh, mio inventore di sogni? Dai, stasera piglio la tisana calmante così ti dò la serata libera.

P.S. Le STORIELLE DA UN MINUTO, il libro completo, è disponibile su AMAZON (.it, .com,.co.uk, .fr, .jp e chi più ne ha più ne metta!).

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Le Storielle da un Minuto e i lettori affettuosi

Racabò #14Le Storielle da un Minuto sono molto, molto fortunate. Abitano case amiche, accoglienti, con tante finestre per far entrare la luce color albicocca del tardo pomeriggio e un odorino buono che viene dalla cucina. Vivono con persone diverse, di tanti tipi, di tanti paesi. Alcune vivono in libreria (a luglio c’è stato il primo ordine dal catalogo librario internazionale! Chissà che libreria è. Chissà dove) e aspettano un lettore curioso per ricevere qualche carezza sulle pagine da sfogliare.

Ve la ricordate LetterAri? E’ la mia amica, mamma dei miei allievi storici di musica, che ama le persone, leggere e parlare d’arte come pochi sulla Terra. Sul blog della Libera Biblioteca viaggia una sua recensione delle Storielle che mi ha lasciata di stucco. Racconta come è stato per lei leggerle e anche com’è stato per lei leggere me dentro a quelle storie. Scrive un consiglio di lettura audace: pare che siano particolarmente consigliate le Storielle a colazione dopo aver finito Il Conte di Montecristo a cena. Qualcuno ci ha già provato?

Qui la sua recensione completa. Buona lettura!

E qui un estratto per farvi venire l’acquolina in bocca:

Sarà perché Alice nasce musicista, ma io dopo ogni storiella sento quell’istante sospeso di silenzio che segue un concerto, nel quale finiscono di vibrare le corde, l’eco delle ultime note di assopisce e solo allora si sente di aver assorbito l’esecuzione e si è pronti per applaudire.

Dico, questa recensione è bella davvero. Grazie, LetterAri!
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STORIELLE E RIFLESSIONI

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Uno dice “Vabbè, ma te hai scritto un libro, anvedi, figata!, che non te l’aspettavi che lo avresti venduto ai quattro angoli del pianeta?”. No, veramente no. Pensavo che l’avrei regalato a mia madre a Natale, che magari qualche amico l’avrebbe comprato e che forse a qualcuno di loro sarebbe piaciuto. Ma io mica ero preparata a una così, ad Amazon che ti pubblica e a recensioni che ti tolgono il respiro come questa qui, che vi cito integralmente perché, ao’, è troppo bella. E’ una roba mezza filosofica, perché Francesco Rossi Salvemini è filosofo dentro, ma è anche molto poetica perché ci ha pure un nervo poeta. Vi lascio alle parole sue che sono proprio belle. Io, inutile dire, ci ho le guance rosse rosse che manco i pomodori da passata.

PENSIERI SU “STORIELLE DA UN MINUTO” di ALICE MUZZIOLI

“Il signor Pietro inventa tutto il giorno le più meravigliose storie, ma quando la sera si siede alla scrivania per scriverle non se ne ricorda più nemmeno una.” Non è questo il caso di Alice, che quando in Galles si sedeva o si sdraiava per scrivere le sue meravigliose storie, con la pioggia o con il sole (forse soprattutto con la pioggia), se le ricordava benissimo, e se non le ricordava le inventava di nuovo, con la precisione di un estro che è breve per poter andare meglio a segno.

“Storielle da un minuto”. Inizialmente volevo scrivere una lettera formale di protesta all’autrice. Altroché da un minuto! Le storielle sono brevissime, alcune durano venti secondi appena! Sono lì che campeggiano una per pagina, a volte stendendosi in meno di tre righe di quel carattere grande e limpido, roba che non fai in tempo a cominciare che la storia è già finita! Ma poi ho capito. Venti secondi sono per leggere, gli altri quaranta sono per viaggiare. Viaggiare dove? Lungo la traiettoria indicata da quelle due righe, che se le prolunghi con gli occhi socchiusi incrociano ad angolo retto un’altra riga: un orizzonte. L’orizzonte di ciascun mondo in cui i personaggi delle storie conducono la loro vita gentile, che Alice riporta a noi ogni volta nello spazio di un respiro.

Le “Storielle da un minuto” ci costringono a rivedere la nostra concezione di che cosa sia una storia. Quanti di noi ricordano le lezioni delle elementari? “Ogni storia presenta una situazione iniziale, un evento scatenante, un’evoluzione e uno scioglimento”. Nelle storielle di Alice c’è molto di meno, e insieme molto di più. Innanzitutto, non c’è un evento che disturbi l’equilibrio iniziale, e neanche la fatica e la battaglia dell’eroe per ristabilirlo, nelle sue varie forme.  Le “Storielle da un minuto” ci mostrano che si può raccontare anche senza peripezia, anche senza lotta; in ultima analisi, ci mostrano che una storia, o la storia, non ha per forza bisogno della guerra. Non si tratta nemmeno di puri inizi, con la loro promessa di avventura, come in “Se una notte di inverno un viaggiatore” di Italo Calvino. Infatti qui ogni inizio è già conclusione, e le storie di Alice sono compiute a loro modo. Che cosa c’è allora nelle storielle da un minuto? Un equilibrio che non ha bisogno di essere turbato, perché viene introdotto e accolto con stupore, e lo stupore permette di apprezzare una scena che non presenta alcun conflitto. Così, senza il frastuono di scontri e guerre, nelle scene di Alice regna un silenzio dolce e assorto, in cui è possibile ascoltare le voci della palma della California, dell’arcobaleno e dell’inventore dei sogni del signor Villacis. Eppure, questo silenzio è tale che rende possibile ascoltare persino di più. A ben guardare, il vero evento nelle storie di Alice, ciò che veramente accade in ogni storia, non riguarda tanto i personaggi quanto il lettore: il movimento principale è compiuto da chi legge, e dal suo sguardo che si apre e si chiude su un piccolo mondo. Il vero intreccio delle storielle da un minuto è quindi un’avventura di palpebre, e la vera vicenda è un batter di ciglia che assomiglia curiosamente ad un batter d’ali. È in questa forma che vanno forse intese le storielle da un minuto: come tante finestre che si aprono su altrettanti piccoli mondi, ciascuno dei quali si estende ben al di là della breve scena che ci mostra Alice. È questa forse la caratteristica di ogni “mondo” in quanto tale, dove ciò che vediamo ha senso soprattutto rispetto a quello che non vediamo ma che sappiamo essere intorno ed estendersi fino all’orizzonte. Il vero contenuto delle storie da un minuto è quindi rappresentato dal movimento del lettore verso il fuori campo della scena descritta: un movimento che va da un fuori del racconto verso un fuori della scena, in un’intersezione verticale-orizzontale che moltiplica la brevità della storia presentata.

Così, Alice ci mostra quale sia l’elemento essenziale di ogni storia: non tanto la triade dialettica e bellicosa equilibrio-rottura -ricomposizione, o provocazione-guerra-vittoria, quanto il puro e semplice dischiudersi di uno sguardo al mondo, e lo stupore di veder qualcosa dove prima non c’era nulla. La bellezza delle storie di Alice è tutta positiva, ed ha a che fare con la nascita, e con la freschezza dell’infanzia che non ha bisogno d’altro che della sua prossimità al venire al mondo. Ma ogni mondo ha bisogno di dettagli: così i personaggi delle storie di Alice non hanno nulla a che fare con le figure stilizzate e vuote di una certa letteratura new age, che si compiace di appellativi come “lui”, “lei”, o di nomi improbabili e spesso monosillabici. Al contrario, i protagonisti delle storielle sono Viola, Marilena, il signor Pino e il coniglio del signor Banni: nomi precisi e reali che portano con sé tutta la loro carne, e allo stesso tempo introducono il lettore all’interno di una quotidianità dettagliata, che lascia intendere e promette intorno a sé tutto un mondo a sua volta dettagliato e ricco. Perché è vero che Alice disegna ogni storia con due brevi tratti, ma sono due tratti che si uniscono ad angolo e schizzano lo schiudersi di una prospettiva.

Ci sarebbe da dire molto di più sulle storielle da un minuto. Ad esempio il fatto che in un’epoca di tempi compressi e capacità d’attenzione ristrette, Alice sembra aver colto il formato ideale per insinuarsi negli interstizi di tempo e popolare di storie le pause e le attese del lettore pigro o distratto. Allo stesso modo, a volte corte come un sms, le sue storie poetiche e colorate sembrano riprendere il significato più bello e vero di quel “cinguettio” così abusato in rete. Infine, le storielle da un minuto hanno qualcosa anche di quelle serie tv guardate in streaming che ingoiano così tanti pomeriggi della nostra generazione: molte storie infatti si riprendono l’un l’altra, così che attraverso il cicaleccio variopinto dei tanti personaggi è possibile seguire ad esempio le avventure del signor Villacis e del suo inventore di sogni, o di Viola a cui piace Dario (ma non lo scrive per riservatezza), ritrovando le loro storie che affiorano e riaffiorano tra le altre in un incresparsi di colori e giochi. In altre parole, se anche ci sono tanti modi di leggere le storie di Alice, il migliore è forse quello di guardarle e ascoltarle tutte insieme, ciascuna con la propria voce che riprende le altre, come una costellazione di mondi fantastici o un cinguettio intonato, dove in una storia gli scopettoni danzano ogni notte una milonga mentre in un’altra, assai più saggiamente, le banane ballano la samba. Vi capiterà forse allora come al signor Mario, che “si sente nervoso, stanco e annoiato, ma quando sente gli usignoli intonare solo per lui un concertino gli torna il buonumore!”.

Francesco Rossi Salvemini

Le Storielle da un Minuto e i lettori fichi

A due mesi buoni dalla pubblicazione le mie Storielle da un minuto continuano a raggiungere nuove case. C’è chi mi manda una foto, chi una mail e chi mi scrive una recensione. Le apprezzo tutte! Siccome poi le vostre foto sono geniali (Cioè, la macchina da scrivere sulla macchina da scrivere è opera di un genio), le vostre mail piene di affetto e le vostre recensioni meravigliose, tanto per dire, io quasi quasi comprerei l’antologia delle vostre recensioni, perché, rega’, siete bravi!

Prendete ad esempio questa recensione qui e ditemi se non è fighissima.

Alice Muzzioli, nell’arco della sua poliedrica versatilita’ (dalla direzione di coro, al musical, alla didattica musicale, alla composizione per piano, etc.) presenta questa volta un libriccino di storielle che, se alle loro radici hanno le favole di Gianni Rodari, Le petit prince di Saint Exupery, l’assurdo quotidiano di Raymond Queneau e il ‘comico’ oltre le righe di certo Calvino (Cosmicomiche, alcune tra le Città invisibili), non dimenticando mai l’omonima inglese piena di curiosità e i limericks del suo creatore, trovano una loro vena autentica che traspare nella leggerezza e delicatezza di una struttura complessiva chiaramente a BUNGEE JUMPING, che rimbalza, come un elettrocardiogramma giocattolo, fra oggetti parlanti, animali tristi ed emozionati, piante piene di sentimento, signori e signore che prendono il tram (ma perché ritorna Queneau?: è forse curioso!?), mentre i creatori di queste storie sono i musicisti e i compositori, gli inventori di sogni, (e forse anche un po’ il mago dei calzini) che, stralunati e sentimentali, meditabondi e smemorati, fantasiosi, giocherelloni e distratti, sanno leggere, oltre le apparenze, l’essenza musicale di ogni esperienza.

E.

Che te lo dico a fa’, ci ho proprio i lettori fichi.

Siamo in libreria!

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Lo vedete? In mezzo a tutti quei libri Einaudi, lo vedete? Il libro delle Storielle da un Minuto è in vendita presso la libreria Lithos di via Vigevano (a un passo da viale Ippocrate) a Roma. Quando andate a comprare le Storielle come regalo di Natale per vostra zia (fidati, presto è meglio, che poi finiscono le copie e allora il 23 dicembre cosa fai, le prendi un signorile servizio di posate da thè? Oddio, per quanto…) capirete subito quanto valga la pena andare a fare capolino in questa libreria speciale.

Tanto per cominciare è minuscola. Roba che già quando c’è un solo lettore ci si gira intorno con difficoltà. E poi è parzialmente una libreria universitaria, ma invece di vendere i manuali per gli studenti rifornisce le biblioteche personali dei professori, dei dottorandi e dei ricercatori. E’ un tempio di sapienza (no, non lo volevo fare il gioco di parole col nome dell’università, ma tant’è) aperto a tutti: scaffali e scaffali di pensiero umano racchiuso in lettere d’inchiostro, i fondamenti della filosofia, della filologia, dell’antropologia e della letteratura, dagli albori delle scienze umane ai contemporanei più rivoluzionari.

Mi dirai, vabbè vabbè, ok, è fica, però qua fa un caldo che mai, io fra due giorni vado a Ostia a prendere il sole il pomeriggio e magari quel libraio lì mi vuole appioppare l’integrale di Heidegger in traduzione russa, per piacere. Tale considerazione racchiude in sé della saggezza, ma posso assicurare che la Lithos non accontenta solamente il luminare, bensì tutti, ma proprio tutti (anche perché le Storielle da un Minuto non sono ancora oggetto di un ciclo di seminari universitari, dunque se ha il mio libro dev’essere per forza una libreria amichevole anche con l’uomo-che-ci-ha-pure-una-vita). Vi trovate un angolo di letteratura per bambini e un nutrito reparto di narrativa. Lì troverete anche le Storielle in buona compagnia, quindi daje de libro per il mare. Ciò che non ha in sede ve lo ordina.

Giusto un’accortezza, così per dire. Se gli chiedete Moccia secondo me vi fa un sorrisone, va nel retrobottega, vi incarta il volume e quando lo scartate a casa vi trovate in mano il tomo delle pagine gialle. Giusto questo potrebbe succedere, ma per il resto dovreste poter stare tranquilli.

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Cosa dicono i lettori delle Storielle da un minuto (ovvero un post con un sacco di cose dentro)

Il pensiero che le Storielle da un minuto arrivino da qualcuno dopo un viaggio intercontinentale e bussando timidamente alle porte dei lettori chiedano “Permesso?” mi fa sciogliere il cuore di tenerezza. E voi che mi mandate i vostri pensieri post-lettura e le vostre foto che documentano il loro arrivo nella vostra casa, mi fate andare in brodo di giuggiole. Se ci aggiungi che inizia a fare un gran caldo, si potrebbe anche dire che di me non resta un bel niente: mi sono sciolta tutta e basta. Mi salvo soltanto perché qua in Galles fanno ancora 11 gradi e allora il congelamento argina lo scioglimento. E’ un fenomeno fisico, mi dice Bagafaga.

Le vostre foto sono strameravigliose! Ma le state vedendo? Tutta gente sana e per nulla tendente alla follia, i lettori di Storielle.

I vostri commenti sono da commozione (però mandatemeli lo stesso pure se poi io piango, perché in realtà sono felice! Un tantino sopraffatta, ma felice). Mi colpisce soprattutto quanto voi lettori siate disposti a mettervi in gioco, a completare finali, a inventare episodi. Rega’, questa cosa nel mio mondo è rarissima e voi mi confermate che ce n’è prima che l’universo vada in malora. Le Storielle come setta segreta che salverà il mondo. Vabbè, mo’ forse me placo, va’.

Lettori miei, belli de casa, tocca però che vi mettiate una mano sul cuore (io non posso ché me s’è sciolto) e scriviate due parole pure su Amazonuccio nostro, che altrimenti si offende e non mi mette più ai primi posti della classifica fra le novità più interessanti (che non lo sapevi?? Una figata!).

Storielle n 2!!!

Lascia perdere che le Storielle sono schiacciate fra Tutta colpa dell'Amore (oddio, pure maiuscolo personificato...) e Un giorno per innamorarmi, non solo non sta a noi giudicare (ma che si leggono 'sti ragazzini al giorno d'oggi? Vuoi capire l'amore? Anna Karenina ci vuole, ecco cosa!), ma soprattutto ci ho un'età e rischio che mi piglia un embolo così su due piedi, quindi mi asterrò.

Se ti è piaciuto il libro ti sarei davvero grata se lo mettessi nero su bianco come recensione ufficiale sul sito, perché mo’ tu leggi il blog, ci hai confidenza, hai capito che sto fuori come un balcone, ma magari uno che arriva alle Storielle su Amazon non lo sa e pensa siano una roba serissima e difficilissima e contortissima che non ci si capisce niente e magari fa anche schifo, invece tocca a te che lo hai preceduto dirgli che guarda che è bello, eh! Oh, io ci conto.

Ed ora, per il concorso “il commento più bello alle Storielle da un Minuto”, ecco i primi cinque classificati:

Ho letto d’un fiato le Storielle. Sono simpatiche e molto fantasiose, combattono la mancanza d’immaginazione e lo stile sintetico richiede al lettore di partecipare con la sua fantasia riempiendo i vuoti. Avanti alla prossima avventura!

F.

Sono favolose, esilaranti, folli, assurde, terribilmente vere…semplicemente geniali!

K.

Ieri sera abbiamo letto le Storielle da un Minuto. E’ stato bello! Ognuno di noi dava un’interpretazione diversa alla storia, si immaginava un diverso finale, diversi personaggi…

F. & B.G.

Amabili Storielle! Sono come un sorbetto in un pomeriggio estivo, come un sorriso amico alla fine di un giorno difficile. Ti portano per mano a guardare con allegria e amicizia ciò che ci sta intorno. 

C.

Sono la signora Gianna, ma sono anche il signor Banni e pure il suo coniglio (splendida citazione). A pagina 73 mi è venuto quasi da piangere. La mia preferita finora è l’elefante grigio. Il resto verrà delibato un po’ per giorno.

F.

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Le Storielle da un Minuto nelle loro nuove case.

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Dice che arrivano. Dice proprio che ad alcuni già sono arrivate. A me, per esempio, no.

Mi mandate le foto di voi sul divano con le candele sul tavolino da tè e le tazze fumanti di tisana sul vassoio colorato mentre leggete di gusto le Storielle da un Minuto. Vi vedo, voi e i vostri bambini, involtolati nelle coperte fatte all’uncinetto dalle nonne, che sfogliate le pagine ad una ad una sorridendo contenti. Dice che ad arrivare ci impiegano solo qualche giorno lavorativo. Un record.

E io??

A me quando me le mandi, Amazon-che-io-ti-voglio-bene-però-aiutami-a-volertene-ancora-tanto-in-futuro-e-fammi-arrivare-il-mio-libro-finalmente-che-dici-jelafamo??? Credo ci sia una lezione molto educativa che le poste stanno cercando di insegnarmi in questo momento della mia vita, ma non la sto cogliendo.

(Voi, mentre io aspetto, continuate a leggerle e, se vi va, scrivetemi due righe, ché son contenta di sapere che il libro ha una casa o molte case e tante persone che gli vogliono bene. Anche i libri vogliono essere amati, sai? Questo me lo ha insegnato mia madre la bibliotecaria. E, per Giove!, aveva ragione.)