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Il candelario dell’avvento

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L’anno scorso il nostro avvento era stato scandito dai poeti gallesi. Quest’anno non sono stata minimamente altrettanto organizzata, ma per fortuna ci è corsa in aiuto la nostra amica finlandese Peikko che ci ha regalato un cendelario dell’avvento. Lo spostamento della “n” non è peregrino perché, come vedete dalla foto, di candela si tratta: deve bruciare un pezzetto al giorno per ventiquattro giorni fino a Natale.

All’inizio pensavamo di dover stare attenti che non bruciasse troppo (compremettendo il candelario dei giorni successivi), ma è successo tutto il contrario: la candela è lenta lenta e per far bruciare tutta una striscia di colore devi stare seduto per un bel po’. Così Bagafaga ed io a cena ci prendiamo un sacco di tempo, chiacchieriamo, ci riposiamo sul divano, scherziamo e il tempo – che bello – per una volta non passa mai, passa poco alla volta, perché è tempo prezioso. Quando il candelario ha finito il suo pezzetto è quasi penoso spegnerlo. Dobbiamo alzarci? Lasciare le coccole sul divano per fare qualcosa d’importante?

Stiamo ancora un momento qui insieme.

Di giorno in giorno, ovvero il calendario.

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Quest’anno i negozi proprio non mi vogliono aiutare nell’annosa questione della mia organizzazione personale. Volevo un calendario. Mica per forza uno superfigo col glitter o con le date in bassorilievo: semplicemente un calendario. Non ci volevo manco scrivere niente, solo così da tenere appeso al muro, tipo memento mori, per capire se mi svegliavo di martedì o se avevo saltato un giorno e si era già a mercoledì (è successo).

No se puede. In Galles gli unici esseri viventi che vendono calendari invece di rinnovare il classico abbonamento a kitsch.newworld.org, il che di per sé è anche una cosa interessante (viva il kitsch, ora e sempre) pare abbiano scelto boring.howfun.zzz. No buono. Cercavo il calendario dei nani da giardino vestiti da Spice Girls (12 mesi di quella roba e poi come minimo diventi groupie) e quelli mi rifilavano il calendario dei gattini; cercavo accessori fashion della Regina Elisabetta e quelli, zac!, 12 mesi di barche a vela. Non se poteva fà.

Ho quasi ceduto difronte a Mucche Che Fanno Yoga, perché effettivamente era significativo, ma Bagafaga ha minacciato di togliere l’albero di Natale per ritorsione e così ho lasciato perdere.

Ho capito, ma a me il calendario sul muro ME SERVE. Ribadisco che non sempre sono pienamente consapevole di che giorno o mese sia, quindi un riferimento visivo appena sveglia mi salva la vita diverse volte l’anno. E quindi me lo sono fatto io, il calendario. E siccome ce l’ho ve lo dò pure a voi (che magari state sotto causa di divorzio perché avete comprato Mucche Che Fanno Yoga – io ancora ci penso, era di un’intensità emotiva pazzesca).

Quindi, per dargli un’occhiata scrollate in giù e per scaricare il file pdf cliccate qui: Calendario! Una volta scaricato ve lo potete stampare a casa o in tipografia sulla carta che vi piace di più. Io l’ho stampato in A3 su carta 250 grammi e sembra proprio un calendario vero (leggi: non sembra una delle mie solite pecionate che faccio a mano e poi regalo a mia madre a Natale anche se sembrano i lavoretti dell’asilo di Nonna Abelarda). Come tocco finale, poiché non mi andava di fargli buchi strani, ho attaccato tutto al chiodo con una molla fermafogli colorata. Fatemi sapere come viene!!!

P.S. Oh, io non sono designer, quindi niente recriminazioni.

 

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