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Il candelario dell’avvento

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L’anno scorso il nostro avvento era stato scandito dai poeti gallesi. Quest’anno non sono stata minimamente altrettanto organizzata, ma per fortuna ci è corsa in aiuto la nostra amica finlandese Peikko che ci ha regalato un cendelario dell’avvento. Lo spostamento della “n” non è peregrino perché, come vedete dalla foto, di candela si tratta: deve bruciare un pezzetto al giorno per ventiquattro giorni fino a Natale.

All’inizio pensavamo di dover stare attenti che non bruciasse troppo (compremettendo il candelario dei giorni successivi), ma è successo tutto il contrario: la candela è lenta lenta e per far bruciare tutta una striscia di colore devi stare seduto per un bel po’. Così Bagafaga ed io a cena ci prendiamo un sacco di tempo, chiacchieriamo, ci riposiamo sul divano, scherziamo e il tempo – che bello – per una volta non passa mai, passa poco alla volta, perché è tempo prezioso. Quando il candelario ha finito il suo pezzetto è quasi penoso spegnerlo. Dobbiamo alzarci? Lasciare le coccole sul divano per fare qualcosa d’importante?

Stiamo ancora un momento qui insieme.

Di amici, regali e proverbi

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Vabbè, quest’anno il baobab d’oro per i migliori regali di compleanno della vita lo vinco sicuro. I compleanni sono la settimana prossima e a inizio agosto quindi ve dovete tene’ la suspense perché altrimenti mi si rovina la sorpresa ed è un cavolo e tutt’uno, però rega’ ve lo dico…apocalittici!!!

E la cosa bella è che manco mi sono sforzata: sono venuti proprio così da sé.

Un saggio cinese ha detto: “Quando ti sembra di non doverti impegnare per niente per fare i regali perché le idee ti vengono in mente come funghi nel bosco, non sono i regali ad essere buoni, ma i tuoi amici”.

P.S. Non è vero, non lo ha detto un saggio cinese, me lo sono inventato e voi l’avevate pure capito, ma non avete detto niente per non farmi sentire in difetto, però comunque poteva pure essere. Mo’ perché non ve l’ho scritto in ideogrammi, stai a guarda’ il capello.