quartiere

Di Guide, di prati e di questionari

Questa non è Prati

Se siete mai venuti a una presentazione della Guida Verace saprete ormai a pappardella tutta la storia: Francesca voleva regalare una guida di Roma scritta da lei al fidanzato Riccardo (nome fittizio, il quale poi è finito a correggere tutte le bozze della Guida Verace, governo ladro), ma non sapeva come cominciare, allora Alice disse “Fàmolo!” e le due amiche ci si misero di buzzo buono fino a tirar fuori la prima guida di quartiere esistente al mondo (sì, siamo state le prime ad averci pensato. Santa Maria de la Fé, che responsabilità!). Se questa storia vi è nuova significa che non siete venuti mai a una presentazione della Guida Verace di Piazza Bologna, nel qual caso vergognatevi moltissimo, ma che se fa così, dico io.

Comunque la questione è che il suddetto fidanzato Riccardo necessita di una guida di quartiere perché viene da Prati, era sempre la solita solfa: “vabbè, ma vuoi mette? Noi c’avemo er Cuppolone…” e andava istruito sulle bellezze del quartiere nostro. Solo che mò ovviamente gli è preso il matto e sta scrivendo la Guida Verace di Prati! Io lo so che finirà che se rimonta la testa, ma che vuoi fà, sò regazzi, e così intanto aiutiamo lui e tutto il nostro team di scrittori diffondendo il QUESTIONARIO.

La strada è lunga e faticosa, ma tutto parte dal nostro amatissimo questionario ai residenti del quartiere. Chi è venuto alle presentazioni sa che si tratta di poche, concise domande. Pochi minuti del vostro tempo per un enorme aiuto a tutti noi che tanto sudiamo e ci impegnamo per farvi avere in mano un libro bello e pieno di informazioni utili e selezionate personalmente.

SEI DI PRATI? VIVI A PRATI DA TANTO TEMPO? Compila il questionario.

CONOSCI QUALCUNO CHE ABITA A PRATI? Mandagli il link del questionario.

I tempi di lavorazione di una guida sono necessariamente brevissimi (le cose cambiano in fretta e i mesi non perdonano) quindi per il questionario avete un paio di settimane! Contiamo sul vostro prezioso aiuto!

Ah, e poi fate amicizia con noi su facebook: Guida Verace di un Quartiere Eccentrico

Autrici

 

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LA GUIDA VERACE SI PRESENTA!

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«Piacere! Piacere! Davvero molto piacere!»

La Guida Verace è davvero molto contenta di fare la vostra conoscenza. Vi ha portato alla scoperta del quartiere di Piazza Bologna proponendovi itinerari, angolini sconosciuti, posticini intimi dove portare a cena un innamorato o locali superfighi per una festa, vi ha guidati attraverso libri, film e opere d’arte, vi ha chiamati a raccolta per gustare i gelati più buoni e ora vi aspetta in tre meravigliosi appuntamenti per conoscervi di persona.

Conoscete la Guida Verace di un Quartiere Eccentrico? Venite a farci le vostre domande alle presentazioni: suderemo sette camicie (per lo stress – poi ovviamente diremo che fa veramente caldissimo in questo posto non è che si può accendere l’aria condizionata), ma vi risponderemo!

Non conoscete la Guida Verace? Dico, dopo tutto lo spam che abbiamo fatto se non l’hai ancora mai presa in mano sei o un eremita de noantri oppure veramente ci hai la curiosità de una talpa, ma in ogni caso quale occasione migliore per venire a vedere di che si tratta di una bella presentazione vicino casa? Offriamo una bella panoramica del nostro lavoro sulla guida condita di aneddoti e storie buffe e improbabili (molte storie buffe e improbabili…). Daje che è fico.

Mi conoscete, ma non mi vedete mai perché abito in Galles? Venite alle presentazioni, così ci vediamo e poi ci andiamo a prendere un caffè/birra/pizza (a seconda dell’ora della giornata. Il caffè la sera non lo posso bere sennò non dormo).

Non mi conoscete, ma vi piacerebbe vedere dal vivo ‘sta matta dietro a questo blog? Venite alle presentazioni e palesatevi, così finalmente ci conosciamo!

Io, Francesca e il nostro magnifico presentatore Riccardo Montalto (ovvero l’uomo senza il quale la Guida Verace non sarebbe neppure mai stata pensata. Volete sapere perché? Venite alle presentazioni!) parleremo della Guida Verace qui:

  •        venerdì 1 aprile, h 17, Caffetteria di Villa Pirandello, via A. Bosio 15b.

Elegante, perfetto per una merenda o un thè. La regina Elisabetta verrebbe a questa       presentazione qui, sicuro.

  • sabato 2 aprile, h 11, Altracittà, via Pavia 106.

Una libreria strana, multiforme, curiosa, creativa, con libri per tutti: dai bambini più piccoli agli adulti più seri. C’è anche un pianoforte! Banksy verrebbe a questa presentazione qui, sicuro.

  • lunedì 4 aprile, h 19,30, Punto Einaudi, via Labicana 114.

Ok, è fuori dal quartiere, ma quando l’Einaudi ci ha proposto di presentare la Guida Verace da loro non abbiamo proprio potuto rifiutare! Cioè, Einaudi, capito?!? Incredibile. Calvino verrebbe a questa presentazione qui, sicuro.

Ciò detto, regà, segnate sull’agenda: vi aspettiamo!

P.S. Se per caso vi capita di sapere con un po’ di anticipo a quale presentazione volete venire, mandateci un segno (via mail – guidaverace@gmail.com – o su facebook, dove trovate anche i link dei singoli eventi), così ci regoliamo (leggi: “Mamma, alla tale presentazione non ce sta a venì nessuno, non è che chiami zia? E l’idraulico? Non aveva detto che poteva venire a ripararvi la caldaia quel giorno lì? Magari s’allunga un attimo…”). Grazie.

Presentazioni!

La Guida di Piazza Bologna e le amiche veraci

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Quando la Guida Verace di un Quartiere Eccentrico è stata pensata non c’era niente, non c’era una bozza, non c’era un tavolo con carta e penna, non c’era manco un appuntino: c’eravamo solo noi, e un divano. Guardateci in faccia, sembriamo persone a cui serve qualcosa per fare qualcosa? Ao, noi su quel divano ci siamo strette la mano e ci siamo reciprocamente promesse che ‘sta cosa della Guida non l’avremmo mollata e soprattutto che non avremmo permesso che l’altra mollasse prima che fosse fatta e finita.

Poi, e solo poi, è arrivata la carta; pile e pile di scartafacci sono iniziate a spuntare da sotto i letti, agendine e quaderni di appunti sono apparsi in tutte le borse, in ogni scaffale, dentro ogni cassetto e le nostre vite sono state guidizzate. Una vita guidizzata è una vita in cui non puoi camminare tranquillo per strada a Sezze Scalo che pensi “mmmh…questo è interessante, forse posso fare un’intervista, una ricerca, un consulto del catalogo bibliografico per vedere se a Piazza Bologna esiste una cosa simile”, è una vita in cui ormai parli con le persone del quartiere per capire dove vanno a comprare il pane più che per chiedere loro come stanno e in cui passi dalle due alle cinque ore a pianificare la grafica di una singola pagina.

Menomale che c’era lei, durante tutto questo. Menomale che nel lavorio infinito di questa esperienza assurda (“Scriviamo una guida?”, “Daje, sì!”. Beata ingenuità) c’era lei a tirarmi fuori dai tunnel. Lei, che mi scriveva i messaggini alle quattro di notte dicendomi che anche se finisco con un giorno di ritardo non fa niente. Lei che mi recuperava le informazioni perse, mi scriveva gli aggiornamenti, mi diceva qui più a destra, qui bene così. Menomale che non ero sola, perché da sola questa meravigliosa Guida non avrebbe mai visto la luce (se, capirai! Se aspettavate a me stavate freschi!).

Sto parlando, ovviamente, della mia insostituibile compagna di avventure, Francesca (non ve ce lo metto il nome fittizio, tanto il nome vero lo trovate sul frontespizio del libro e allora bene così). Francesca è sempre stata la mia compagna di avventure, da quando da bambine abbiamo creato una band e facevamo i concorsi cambiando i testi delle canzoni famose, e da quando abbiamo istituito un paio di tradizioni familiari che sono ormai in vigore da più di quindici anni. Francesca è una che non molla. Se ti dice che questa cosa succederà, la farà succedere. E così è nata questa Guida. Un piezz’e core. Un lavoraccio immenso. Mammia mia, che fatica improba. E’ nata. Ce l’abbiamo in mano noi e ad occhio e croce circa 300 lettori sparsi per il quartiere (e qualche nostalgico anche più lontano) ed è bellissima.

Francesca mi ha insegnato che a volte tra il fare male e il fare bene ci passa pochissimo sforzo in più e che dunque vale la pena (sì, mamma, lo so che me lo avevi detto decadi fa, ma mica avevo capito), mi ha insegnato che a volte dividersi il lavoro è facile perché ci piacciono cose diverse e che le cose pesanti per una spesso non lo sono per l’altra, mi ha spiegato senza tante parole cosa voglia dire lavoro di squadra, dove tutti si sentono apprezzati e nessuno scavalca nessun altro. Lavorerei con Francesca mille volte ancora. Soprattutto l’andrei a trovare e mi ci prenderei il thè, passerei ore a chiacchierare e pianificherei altre dieci guide veraci solo per avere una scusa in più per chiamarla su skype tre volte a settimana. Perché questa Guida Verace è figlia di un’amicizia altrettanto verace.

Dal dizionario Treccani:

verace
ve·rà·ce/
lett.
aggettivo
  1. Che è verità o fonte di verità.
    • Corrispondente al vero, reale (contrapposto a immaginario o a illusorio ); quindi, pieno, intenso.
      “amicizia v.”
    • Veritiero, veridico (contrapposto a menzognero).
      “testimone”

Cara Francesca, sei tu per me un’amica verace perché autentica, reale, piena e intensa. La nostra bella Guida è verace invece perché testimonia, oltre che un sacco di cose utili del quartiere, la nostra amicizia verace.

Grazie

P.S. Se dopo tutto questo non vi è venuta voglia di leggere la Guida Verace e di conoscere direttamente il nostro lavoro siete dei criceti impagliati e sotto sale. Segui la pagina facebook e comprala su amazon o in libreria!

Storia di come la GUIDA VERACE fu scritta, impaginata e infine pubblicata

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La GUIDA VERACE DI UN QUARTIERE ECCENTRICO: PIAZZA BOLOGNA FRA STORIE, CURIOSITA’ E MIRABILIA è ufficialmente PUBBLICATA!!!

E’ disponibile su Amazon per l’acquisto e vi arriva pure in tempo per Natale (io ve l’ho detto…). CLICCA QUI per venire ridiretto su AMAZON!

Esiste anche una superfichissima pagina facebook da seguire per avere informazioni sempre aggiornate sulla Guida e per mandare il link agli amici (cioè, che ti tieni ‘sto segreto tutto per te? Eh no, eh: chiama, invia, manda il link, te prego, di questa guida lo devono sapé TUTTI!!!):

E qui, per i lettori incalliti che non si spaventano dei post lunghi, ecco la

STORIA DI COME LA GUIDA FU SCRITTA, IMPAGINATA

e infine PUBBLICATA

Si stava tranquille a chiacchierare sul divano, una di quelle chiacchiere infinite che ti vedi alle tre del pomeriggio per il caffè e torni a casa alle quattro di notte del giorno dopo, perché oh di robe ne succedono un fottio ‘sti giorni e bisogna stare al passo coi tempi. Io e Francesca, sul divano come un migliaio di altre volte nella storia. Quel giorno si parlava dei regali di compleanno, perché il suo ragazzo Riccardo (nome fittizio) stava proprio per compiere gli anni e Francesca mi diceva che, porca miseria, manco quest’anno sarebbe riuscita a fargli il regalo che aveva in mente da anni: regalare a Riccardo una guida di Piazza Bologna, perché Riccardo è di Prati e con questa cosa ci si pavoneggia un sacco perché “noi ci avemo er Cuppolone, voi a Piazza Bologna che ci avete?” (in modo molto più simpatico e carino, in realtà, lo sto a fà un po’ buzzurro, ma perdonatemi la licenza poetica). “Vorrei tanto regalargli questa guida,” diceva Francesca, ” ma…non esiste!!!”

Là, sul divano di casa mia, avvenne la folgorazione: ci guardammo l’un l’altra e in perfetto sincrono dicemmo “Facciamola!”.

(In realtà in quel momento l’ho detto prima io perché Francesca si stava temporaneamente strozzando con un pezzo di uovo di Pasqua, e comunque abbiamo detto “fàmola” perché siamo di Roma, ma ai fini della storia tutto ciò non importa, la questione è che yeah, se fa ‘sta cosa).

Immaginavamo un lavoro intenso e laborioso, ma eravamo in due, giovani e intrepide. Mai come in quel frangente pesò tanto la nostra ingenuità. Regà, scrivere una guida è un mazzo tanto. Chapeau, Lonely Planet. Chapeau, Routard. Io mi pensavo che siccome non era narrativa sarebbe stato più facile: me meschina! Una faticaccia assurda.

C’era tanto per cominciare una questione numerica. Ci ha aiutate un sacco di gente, eh, gli amici, i fidanzati, i piazzabolognesi, ma rimane invariata la struttura fondamentale di questo team editoriale, ovvero:

Chi ha fatto le ricerche sul campo? Alice e Francesca.

Chi ha scritto l’intero corpus della guida? Alice e Francesca.

Chi ha trovato numeri di telefono, indirizzi e orari di apertura di ogni singolo posto selezionato per la guida? Alice e Francesca (in realtà, a onor del vero, qui è stata Francesca che si è attaccata al telefono e per giorni ha stalkerato tutto il quartiere per avere le informazioni aggiornate. Santa donna)

Chi ha impaginato la guida con una grafica che fa invidia a D-donna del sabato di Repubblica usando i programmi di grafica open source perché Photoshop costa troppo? Alice e Francesca.

Chi ha salvato 160 pagine di pdf una per una e le ha poi fuse creando un unico grande file che chiaramente era troppo grande per il software dell’editore e bisognava comprimerlo oddio come se fa ‘sta cosa io manco so fà un uovo al tegamino figurati se so comprimere i file pdf uccidimi ora? Alice e Francesca.

Chi sta diffondendo la Guida Verace al suo pubblico spammando le email di tutti i conoscenti, pure quelli che hai visto una volta alle medie, ma gli piacevi tanto quindi ti ha lasciato l’indirizzo email e mò se deve comprà ‘sta guida per forza sennò l’ira funesta ricadrà su di lui povera anima incauta? Alice e Francesca.

Insomma, riassumendo, questa guida è figlia nostra. Tutto ciò che contiene è nostro. Ogni millimetro delle sue pagine ha visto nostre albe e tramonti, nostre gocce di sudore e nostre lacrime di sconforto. Questa guida è un progetto di due persone fisiche.

Quindi se siete di Piazza Bologna e siete curiosissimi di capire che cacchio ci sta scritto in questa meravigliosa guida, se siete di un altro quartiere (tipo, che so io, di Prati) ma conoscete persone di Piazza Bologna, ci venite spesso a prendere il caffè e magari vorreste imparare a conoscere il quartiere attraverso gli occhi di chi ci è cresciuto, se venite da fuori Roma ma ‘sta guida vi ha incuriositi talmente tanto che state prendendo subito un treno per venire a vedere il quartiere dal vivo (piglia Italo che così scendi alla stazione Tiburtina e stai già a Piazza Bologna), aiutateci a diffondere la guida!

Diffondete il link di Amazon, seguite la pagina facebook, scrivetelo ai vostri amici!

E, dopo sei ininterrotti mesi di lavoro, un enorme GRAZIE! (Grande felicità!)

 

 

 

COPERTINA

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Dopo nottate insonni (io m’illudo di essere diventata grande amica di Inkscape, ma tutte le volte mi fotte. Oh, sempre. Tipicamente alle quattro del mattino) ecco in tutto il suo splendore la copertina della nostra Guida di Piazza Bologna, ovvero come conoscere un quartiere attraverso gli occhi di chi ci vive.

Questa copertina è bellissima perché

– è verde acido (quindi ha vinto)

– ci ha il font della scrittura a mano (superbello, bello, bello)

– ha il riquadrino col bordino che è epimeleticissimo

Aspettate di vedere l’interno…è una cosa spaziale! La copia da verificare è in arrivo (almeno un paio di settimane ci vogliono, però), noi nel frattempo sistemiamo i files, i pdf, i fogli, gli appunti, controlliamo di non aver lasciato fuori niente di fondamentale e non stiamo più nella pelle.

Oh, non è che mo’ d’improvviso parlo di me stessa col plurale maiestatis, è che siamo in due a lavorare a questo mastodontico progetto della guida, a dividerci i compiti, le scadenze, le pene e le smanie, e di noi due nessuna sta più nella pelle!

I drammi del fare ricerca.

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Sto facendo ricerche per la guida di Piazza Bologna di cui vi avevo parlato (se fa’, rega’, è proprio vero!) e sto scoprendo cose che hanno dell’incredibile! Dice che uno s’incazza. Vivi a piazza Bologna tutta una vita e nessuno, oh, dico, nessuno ti dice mai delle cose fondamentali come, ad esempio, che il villino Ximenes è visitabile. Ciò mi fa quantomeno un po’ impermalire perché, che cazzo, ventott’anni ci ho vissuto e il villino non l’ho visitato mai manco una volta, ma proprio mo’ che sto dall’altra parte d’Europa devo venire a sapere che bastava citofonare??? Io non lo so com’è che uno si distrae un attimo (solo 28 anni) e sdrrràng!, ti sei perso una cosa meravigliosa.

Un turista passi, Roma ci ha milioni di cose belle da vedere, vuoi che vengano tutti proprio a piazza Bologna a fare le foto? Ma un residente, uno che alle poste di piazza Bologna ci ha pagato tutte le bollette della sua santa vita, può essere lasciato così allo sbaraglio, alla sua propria ignoranza, senza un aiuto, un lumicino, una voce amica che gli sussurri di notte “il villinooo…shhh…Ximenesssss….” (ao’, non dico i fantasmi, ma magari un documentario su rete AmiamotuttiiquartieridiRomamapiazzaBolognadipiù sul canale 186239 del digitale terrestre lasciato acceso mentre uno si è addormentato sul divano)? Insomma, è mai possibile che solo dopo settimane (e dico: settimane) di ricerche vengano fuori certi segreti preziosissimi??

Perché il villino Ximenes è una figata, una roba liberty che ci dovrebbero venire dai quattro capi della città. SE SOLO SI SAPESSE. Mo’ prima ch’io mi faccia venire l’ulcera, farò tesoro di questa esperienza e la metterò per iscritto nella morale di questo post che potete leggere qui sotto.

Che mi sia di memento per il futuro: anche i residenti, non solo i turisti, hanno bisogno di una guida, perché ci sono cose che nessuno sa (tranne forse coloro che tutto sanno e tutto vedono, Dio e Babbo Natale, ma non mi risulta che abbiano mai scritto guide di quartiere).

Io sono di Piazza Bologna

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Io a Piazza Bologna ci sono nata e cresciuta. Sono andata a scuola alla Fratelli Bandiera, mangiavo le rosette di Gentilini con la mortadella (mortazza, a Roma si chiama mortazza) e andavo a giocare a villa Mirafiori. Poi da ragazzina andavo a correre a villa Torlonia e a villa Mirafiori ci sono tornata per l’Università, stupendomi di quanto piccola fosse la magnolia sulla quale mi arrampicavo e che all’età di tre anni mi sembrava un grattacielo. Da Piazza Bologna me ne sono andata per l’anno in Norvegia a 16 anni e adesso per trasferirmi in Galles.

E’ un quartiere ben strano, perché ci si conosce un po’ tutti da un lato (con conseguente effetto “grande paesotto”), ma la marea di studenti fuori sede e la vicina stazione Tiburtina lo rendono un porto di mare dove c’è chi va e chi viene, chi cambia casa, chi ha un nuovo coinquilino e dove si vedono sempre facce nuove. Inoltre è strano perché ci sono i ricchi dei villini verso via Nomentana, i borghesi della piazza, le case popolari vicino alla stazione e le case occupate sulla Tiburtina. Quattro strati sociali in meno di un chilometro.

Non è un’oasi di pace e cultura, dove il sole scintilla, i fiori sbocciano e gli uccellini cantano. C’è gente fica e gente idiota come in tutti i posti del mondo, però a differenza di tutti gli altri posti del mondo, questa per me è casa e la conosco.

Conosco dove tostano il caffè, a che ora sforna il pain au chocolat il panettiere, dove chiedere lezioni di canto lirico o dove far riparare un violino, conosco la pizza più buona e i nomi degli architetti dei palazzi, gli orari veri delle poste (ve pensavate che chiudevano alle cinque e mezza, eh, ingenui…) e la libreria più fornita. Conosco i personaggi del quartiere, le biblioteche, i teatri e i musei.

Non mi dire che sei di Piazza Bologna e non sai che ci sono un sacco di teatri e sale da concerto? Non dirmi che non conosci l’accademia scacchistica o la scuola di arti marziali? E dove mangiare gli arrosticini? E le strade segrete dove parcheggiare??

Vabbè, ho capito, ti serve una guida. Solo che io sto qua in Galles, come faccio a farti da guida?!? Vabbè, dai, magari ti scrivo almeno un itinerario… Cioè, fammi capire, te non sei mai stato ai lotti?? Buon Dio.