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Crescere con Anda.

Sono stata fortunata. Sono cresciuta con Anda.
Anda è l’amica con cui ho diviso banco e merende tutta la vita, con cui ho comprato la prima maglietta senza mia mamma e da cui mi sono rifugiata la prima volta che sull’autobus mi hanno palpato il sedere. Sono cresciuta con lei al mio fianco, a ricordarmi delle cose importanti: ad esempio che se devi fare delle cose ti siedi al tavolo e non ti alzi finché non ti stufi (ma una volta che hai iniziato sul serio è difficile che ti stufi, se sbuffi significa che nemmeno sei partito) o che i pantaloni a zampa ti stanno bene solo se hai le gambe lunghe un chilometro o i tacchi.

A furia di crescere, col tempo, le cose che Anda mi rammenta sono sempre diverse e cambiano con noi. Quest’anno, come tutti gli anni (vedi qui e qui), volevo scriverle un post giocherellone con un po’ di video che le invio a distanza (poiché da che vivevamo a un passo l’una dall’altra, adesso c’è di mezzo una Manica e tre diversi confini nazionali), ma ho pensato che stavolta le (e vi) racconto un po’ di cose che Anda mi ha insegnato.

Anda mi ha insegnato che nella vita, almeno una volta, devi aver visto Star Wars. E non è che perché sei musicista classica allora sei esentata.

Anda mi ha insegnato che puoi essere donna, uomo, bambino, animale, vegetale o minerale, alla fine conta quello che sai fare. E se sei di Bologna e sai fare questo, hai vinto.

Anda mi ha insegnato che è importante cercare il bello, anche in posti impensati o per te inconsueti. Vojo di’, magari Meghan Trainor non sai chi sia, ma All About That Bass nasconde una tale bellezza che non ascoltarla è proprio un peccato!

Anda mi ha insegnato che ogni tanto bisogna far valere i propri diritti e che un ruolo nel mondo bisogna averlo, anche se questo significa una volta nella vita fare la voce grossa e magari anche essere un po’ dive. Certo, per non far ridere i polli tocca scegliere il momento adatto. Direttamente da Spamalot (e il nome già dice tutto) un modello inimitabile.

Infine, Anda mi ha insegnato che non importa come sia andata la tua giornata: quando hai sonno, dormi. In gallese, con affetto, tantissimi auguri di buon compleanno, Anda, penblwydd hapus!

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Questo è un post di compleanno!

La mia amica Anda, come ogni anno, oggi compie gli anni (capito cos’ho fatto qui? “Come ogni anno”… Battutone!). Siccome ci troviamo ai due lati d’Europa e non è che le posso comodamente citofonare a casa (anche se l’anno scorso, dopo 19 ore di bus questa cosa è successa, ma appunto non è stato molto comodo) questo post rappresenta il mio biglietto d’auguri.

Cara Anda, quest’anno ti volevo mandare un augurio significativo, che sottolineasse quanto tu sia una superdonna fichissima e quanto, pensandoti, mi vengano in mente cose meravigliose. Volevo mandarti un segno della meravigliosità che immagino quando ti penso. Solo che in questo virtuoso processo è successo che mi sono ritrovata a passare un paio d’ore su youtube e ciò non è mai un buon segno. Diciamo che da un’augurio spontaneo si è passati a un’attenta selezione valutativa del materiale. Ecco a te quindi il mio biglietto d’auguri multimediale!

Tanto per cominciare ho scartato (figurati, non c’è di che, è un piacere) tutti i video dei gattini con le voci rifatte midi e gli occhi spanati che mi fanno una paura terribile e che di solito mi arrivano su whattsapp alla festa della donna o a ferragosto (Chi? Chi può aver ideato una cosa tanto terrificante? Pietà!).

Così il mio primo augurio ti arriva sotto forma musicale: è un pezzo, penso, abbastanza noto, così te lo linko senza presentazioni. (Oddio, al minuto 5 sono morta…) E’ una roba un po’ da nerd musicali, qual io sono, sì, capisco.

Detto questo, la cosa importante è che tu sappia senza dubbio tutto il tuo valore e quanto in questo mondo complicato e difficile tu sia una supereroina, brava, bella, fichissima e tosta. Quindi ecchite il video della bellissima tostaggine (e dimme che loro non sono fichissime!):

Poi però m’è calata la botta nostalgica e così ho ripensato ai nostri pomeriggi d’estate quando giocavamo al limbo sul terrazzo e giocavamo all’imbianchino su paint. Mi ricordo le bamboline di carta di Carmen Miranda e l’0vvio, insostituibile Dov’è Wally. Ecco, in questo tuo compleanno così importante ti regalo una chicca: una lettura di Wally fatta dal Maestro della cinematografia Werner Herzog (non lo sapevi che c’era ‘sta cosa, eh?). Parole immortali. Ti dico solo: “In zearching for Waldo, did we really find ourzelves?”.

Infine, durante le mie ricerche mi sono imbattuta in qualcosa di inaspettato, assurdo e spaventosamente meraviglioso, come le nostre avventure a villa Torlonia da bambine o i nostri viaggi intereuropei da grandi, come tutte le avventure future (ogni riferimento a mariti e bambini è un’illazione del lettore) che vivremo l’una attraverso gli occhi dell’altra, per continuare ad abbracciarci sempre strette strette (e mò me placo perché sto pure su un blog e non nell’anticamera de casa mia).

Questo, nella sua totale assurdità, è per te: per ridere, per strabuzzare gli occhi e per ricordarti una lingua e un paese che ti porti dentro, il Giappone. Al di là del fatto che TE PARE che esistono i campionati di CAMMINATA SINCRONIZZATA (vabbè, oh, c’è il nuoto, non ci può stà la camminata?) e tralasciando il fatto che sembrano essersi esercitati nelle strade di Tokyo all’ora di punta andando al lavoro in ufficio, soprattutto io vorrei sapere in giapponese che vuol dire “SMIT”?!? Se lo sai, ti prego, illuminami!

Tanti auguri, Anda. Sei meravigliosa!